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indice >>di Rossella Mercuri
Quello che si intende oggi quando si parla di logo è un insieme di simboli grafici e tipografici che identificano un'azienda o un prodotto, un marchio o un brand in modo da differenziarlo dai suoi competitors sul mercato.
Caratteristiche di un logo
Un logo:
■ Deve riflettere le caratteristiche e la natura dell'azienda o del prodotto che rappresenta.
■ In questo senso il logo non deve essere ingannevole, e neppure portare a pensare ad un prodotto diverso da quello su cui si sta lavorando.
■ Deve essere originale.
■ Un buon logo, per affermarsi sul mercato, deve essere diverso da tutti gli altri, facilmente riconoscibile ed identificabile con l'azienda o il prodotto che rappresenta.
■ Deve essere compatto. Un logo non si sviluppa mai completamente in senso orizzontale o verticale.
■ Il logo rappresenta la sintesi estrema dell'azienda.
■ Deve essere adattabile.
■ Un logo deve potersi stampare nei formati più disparati, dai più piccoli (biglietti da visita e gadget) ai più grandi (striscioni e manifesti) senza perdere leggibilità; e deve anche rimanere riconoscibile sui supporti più disparati, che possono andare dalla plastica di una borsina al monitor di un pc (siti web).
■ Un logo, inoltre, non deve perdere di immediatezza nemmeno quando stampato in bianco e nero.
Le informazioni
Credo che già sia chiaro a tutti che PRIMA di iniziare qualsiasi lavoro serio è necessario raccogliere il maggior numero di informazioni possibili sull'azienda o sul prodotto che il logo dovrà rappresentare.
È evidente quindi come creare un logo possa, solo apparentemente, sembrare un lavoro semplice e che prende poco tempo; se state per avviarvi a creare un logo, armatevi invece di tanta pazienza e sappiate che l'unica strada da percorrere è quella di provare, provare e ancora provare.
Con un computer a disposizione, oggi, il lavoro è in ogni caso velocizzato e semplificato rispetto a qualche anno fa, quando ogni tentativo era un nuovo bozzetto da rifare a mano. Suggerisco comunque, a chi è più dotato di manualità, di buttare giù le prime idee su carta.
Che strumenti utilizzare?
È consigliabile l'uso di un programma vettoriale. Non ha importanza quale sia, Illustrator, CorelDraw o altri, l'importante è che sappiate usarlo con dimestichezza.
Da dove iniziare
Non avete molte idee e vi spaventa il foglio bianco? Iniziate scegliendo i font. Ricordatevi che qui è importante diversificarsi ed essere originali, sbizzarritevi quindi un po' con l'uso di nuovi font. Non limitatevi perciò a quelli di sistema, ma sfogliate i cataloghi online in cui potrete trovare (a pagamento e non) una smisurata quantità di font.
Alcuni link:
1001fonts.com
abstractfonts.com
Adobe type library
dafont.com
myfonts.com
Come scegliere i font?
Tenendo bene a mente tutte le informazioni che avete raccolto dal vostro cliente, calatevi nei panni di colui che dovrà usufruire del prodotto o dei servizi dell'azienda che il logo rappresenterà.
Sfogliando i cataloghi di font ve ne saranno alcuni che vi sembreranno istintivamente più adatti o che vi suggeriranno un'idea da sviluppare: scaricateli e installateli.
Una volta scelti i font andate nel vostro programma vettoriale e scrivete il nome dell'azienda o del prodotto con tutti i font che avete scelto. Alcuni li scarterete subito, alla prima occhiata; con gli altri cominciate a sperimentare.
Per ora non preoccupatevi del colore. Nella maggioranza dei casi il colore può essere aggiunto in un secondo momento. Ricordate infatti che il logo deve comunque essere già chiaro e riconoscibile anche in bianco e nero. Se vi serve differenziare una lettera o un segno grafico, per ora potete visualizzarlo con una tonalità di grigio.
D'ora in poi procederemo aiutandoci con un esempio.
Supponiamo di dover realizzare un logo per una linea di vestiti per bambini; il nome della linea è GECKO KIDS. (Tutti gli esempi sono a scopo didattico e ogni riferimento a marchi reali è puramente casuale).
Per iniziare, ho scelto questi tre font dagli archivi (non preoccupatevi se nel vostro caso ne sceglierete molti di più, sto solo facendo un esempio):

Giocate sul contrasto
In questo caso, come in moltissimi altri, vi ritroverete ad avere due o più parole o parti del logo da inserire (altri esempi possono essere 'Marchesi - ceramiche artigianali' o 'Ferri Technology' o 'P.R.V. International' o ancora 'Arabika - Il meglio del caffè'). In tutti questi casi potrete iniziare a giocare sul contrasto tra le due parti.
Esempio di contrasto: Figura-sfondo
Le figure vengono percepite prima di tutto dal proprio contorno, il resto viene inteso come sfondo.
Nell'esempio è rappresentato un classico delle illusioni ottiche.
Possiamo vedere in blu due visi, uno di fronte all'altro, su sfondo bianco o anche un vaso bianco su sfondo blu.
A seconda di cosa percepiamo come 'figura' classificheremo gli elementi restanti come 'sfondo'.
Questo principio si trasforma in grafica nel più famoso principio del contrasto. Proprio perchè le figure vengono riconosciute grazie al loro contorno, più la figura sarà in contrasto con lo sfondo (e con gli altri elementi), più facile sarà riconoscerla e ricordarla, e maggiore sarà l'importanza che le verrà quindi data.
Si può perciò utilizzare questo criterio per rafforzare i titoli e dare risalto agli elementi che gerarchicamente hanno più importanza degli altri.

Nella figura 1. e 2. il testo è in contrasto sia con lo sfondo che con la sua 'ombra'.
Nella figura 3. e 4. il testo e l'ombra non hanno contrasti fra di loro e l'ombra non viene percepita come tale ma l'occhio tenta di leggere il testo specchiato come fosse un sottotitolo (è infatti percepito come tale per la differenza di dimensione).
Ma ora torniamo alla linea GECKO KID
Ecco altri esempi di come creare contrasto:

Esaminiamoli uno a uno:
1. Contrasto di peso: 'Gecko' e 'Kids' sono scritti con lo stesso corpo ma con due pesi diversi; uno è un Kabel ultra, l'altro è sempre Kabel ma in versione book.
2. Contrasto di font: questo si ottiene usando due font molto differenti, appartenenti addirittura a due diverse famiglie di font (sans-serif e script).
3. Contrasto di colore: Stesso font e stesso peso, ma in questo caso ho usato colori differenti per la parola 'gecko' e la parola 'kids'.
4. Contrasto di dimensione: Stesso font e stesso peso, ma dimensioni diverse del carattere.
5. Contrasto Positivo/negativo: Una parte è scritta nero su bianco, mentre l'altra, tramite un rettangolo nero di sfondo, è in negativo (bianco su nero).
Questi sono solo alcuni degli esempi possibili; potete ovviamente usare più di un tipo di contrasto contemporaneamente (ad esempio contrasto di colore e font insieme), ricordando in ogni caso di contrapporre le parti in modo deciso: un contrasto debole crea conflitto, dove sarebbe invece necessario attirare l'attenzione e valorizzare le due parti.
Un esempio di conflitto da NON imitare:
In questo caso ho utilizzato due font differenti (kabel e swiss911), ma invece di creare contrasto i due font creano conflitto. Perchè? Perchè i font sono sì differenti, ma appartengono alla stessa famiglia (sans-serif) ed hanno inoltre pesi molto simili.
Modificare e ridisegnare lettere
Potete rendere interessante un logo semplicemente modificando una o più lettere. Potete ingrandirne una o combinarne insieme due; potete invertirle, aggiungere particolari o ridisegnarle a mano da zero. Alcuni esempi:
Due cose da notare:
1. Nel secondo esempio ho inclinato la parola 'kids'; ricordate, quando ruotate in questo modo un testo, di farlo puntare 'verso l'alto', mai 'verso il basso'; psicologicamente e visivamente è chiaro come qualcosa che punta verso l'alto dia un impatto positivo, viceversa il puntare verso il basso dà una sensazione negativa.
2. Notate inoltre che, nell'ultimo esempio, ho utilizzato del testo verticale. In alcuni casi può essere una interessante alternativa e una strada diversa da percorrere, ma fate molta attenzione perchè spesso ne va della buona leggibilità del testo.
Altri elementi per personalizzare e rendere unico il vostro logo sono bordi, cornici e ombre.
Soprattutto nel caso delle ombre, fate attenzione alle sfumature: le aree sfumate infatti possono essere difficili da rendere su alcuni supporti o quando si deve stampare il logo con un numero molto limitato di colori. Alcuni esempi:

Aggiungere elementi semplici
Per rendere unico il vostro logo potete semplicemente aggiungere qualche forma elementare come righe, rettangoli, quadrati, triangoli, ellissi... In alcuni casi, grazie anche a investimenti miliardari in immagine pubblicitaria e in strategie di marketing, questi simboli semplici possono affermarsi sino al punto di rappresentare da soli l'intera azienda; il più famoso esempio di questo è il noto 'baffo' della Nike.
Ricordatevi che, a maggior ragione, poiché si tratta di forme semplici e molto utilizzate, si deve tendere a realizzare una combinazione unica.

Aggiungere clip-art
Oggi si hanno a disposizione migliaia di clip art da poter utilizzare per i propri loghi; si trovano moltissimi cataloghi, anche on line.
Sfogliare le clip art può farvi sicuramente venire tantissime idee; vi suggerisco però di non utilizzare mai clip art non vettoriali (o, nel caso, vettorializzatele voi) perchè altrimenti non saranno facilmente scalabili e adattabili a tutti i supporti.
Vi consiglio anche di utilizzare le clip art solo come punto di partenza per creare qualcosa di originale: utilizzare una clip art buttata lì non farà altro che banalizzare il vostro logo, col forte rischio che qualcun altro, in perfetta buona fede, utilizzi la stessa identica immagine per il logo di un'azienda o di un prodotto concorrente!
Potete anche integrare una o più immagini, o realizzare da zero una piccola illustrazione. Ecco un paio di esempi:

Ricordatevi che testo e immagine dovranno essere bene integrati in una unica entità, che risulterà essere il logo.
Non è indispensabile che gli elementi si tocchino, come avviene negli esempi proposti, si potrà anche solo fare riferimento al principio della vicinanza.
Vicinanza: All'interno di una stessa 'scena', gli elementi tra loro vicini vengono percepiti come un tutto.
Nell'esempio percepiamo prima di tutto 3 colonne verticali sottili, e non 2 colonne larghe o semplicemente 6 linee verticali.
Nel design di un'interfaccia possiamo utilizzare questo principio per rendere più chiara la struttura della pagina, avvicinando gli elementi che sono concettualmente correlati e allontanando fra loro quelli che non lo sono. È un principio che spesso, senza accorgercene, utilizziamo nella divisione in paragrafi di un testo.
Il colore nel logo
Quando un logo vi soddisfa e siete sicuri che il mix è giusto, soddisfa il target ed è ben leggibile e originale potete occuparvi del problema colore.
Partite dal presupposto che in generale un buon logo non utilizza mai più di un paio di colori oltre al nero, anzi, spesso si cerca di avere un solo colore oltre al nero.
Avere pochi colori è spesso un vantaggio:
Maggiore flessibilità per stampa su supporti diversi.
È piuttosto difficile rendere bene le differenze fra due colori quando si stampa in toni di grigio, figurarsi quando si ha a disposizione solo il nero.
Risparmio in fase di stampa.
Non di rado stampare in quadricromia può risultare assai più dispendioso che non stampare a due colori.
Per scegliere un colore adatto potete fare alcune prove facendo anche riferimento alla psicologia del colore.
Per finire assicuratevi della leggibilità del logo anche a un solo colore, in negativo, a piccolissime dimensioni e in tutte le situazioni critiche di chiarezza e leggibilità che vi possono capitare (come vedete nella seconda riga dell'esempio qui sotto):
