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Fra tutti i mezzi di cui si avvale la tecnica pubblicitaria per comunicare
i propri “messaggi” ce n’è uno in particolare
che merita la nostra attenzione per l’interesse della sua storia
e la qualità dei suoi risultati: è il manifesto murale,
un genere che conosciamo tutti perché è diventato ormai
da tempo un elemento tipico del paesaggio urbano.
Il vero e proprio manifesto come lo concepiamo oggi comparve nell’età romantica,
cioè nell’Ottocento, sia come conseguenza allo sviluppo
del commercio e delle comunicazioni in seguito alla rivoluzione industriale,
sia grazie all’invenzione della cromolitografia.
L’ARTE DEL MANIFESTO E’ NATA IN FRANCIA
I primissimi manifesti al servizio dei prodotti industriali furono ancora
in nero, e costituiti di solo testo. L’avanguardia nel campo
del manifesto a colori fu invece rappresentata da quella particolare
industria che è il mondo dello spettacolo, nelle sue varie forme.
E non è un caso se i primi manifesti di questo tipo furono realizzati
proprio a Parigi; una città ricca di teatri, di ritrovi e cabarets.
Parigi era inoltre anche la capitale di tutti i movimenti pittorici
dell’Ottocento, e dunque l’ambiente ideale perché quello
era stato fino allora un semplice strumento di comunicazione si tramutasse
in un genere particolare di arte applicata, cioè di pittura
al servizio della pubblicità.
I teatri, i circhi, i café chantants, commissionando i loro
manifesti ad artisti, tracciarono il solco su cui poi si lanciarono
i fabbricanti e i commercianti con un numero sempre crescente di prodotti
da far conoscere.
Le personalità che ebbero una parte in primo piano in questa fase
del manifesto francese e poi europeo sono: Eugène Grasset, Jules
Chéret e Toulouse-Lautrec.
Attraverso le loro opere, il manifesto si delinea nelle sue caratteristiche
fondamentali e costanti. Toulouse-Lautrec in particolare conferì a
questo genere pittorico una patente di nobiltà trasferendo nei
suoi manifesti i personaggi, lo stile, l’atmosfera dei suoi quadri.
Verso il 1890 l’arte del manifesto si imponeva già con caratteristiche
così definite e con un tal numero di esemplari che, fra i tanti ‘movimenti’ artistici
nati in Francia, possiamo includere a buon diritto anche un vero e proprio ‘movimento
del manifesto’.
Dalla Francia si diffuse in Europa e negli Stati Uniti parallelamente
agli altri movimenti artistici e allo sviluppo industriale e commerciale. (CONTINUA)
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