MILTON GLASER

Importante grafico, designer e illustratore contemporaneo.
Nato a New York nel 1929, qui inizia la sua formazione artistica, completata nel 1952-53 con un significativo soggiorno italiano. Frequenta infatti l'Accademia di Belle Arti di Bologna dove ha avuto l'opportunità di studiare con Giorgio Morandi e di appassionarsi all’arte e alla cultura italiana.

Fin dal 1954 Milton Glaser e Seymour Chwast, insieme a Reynold Ruffins e Edward Sorel, fondarono il Push Pin Studio, che dopo qualche anno si affermò come un consorzio di grafici e di illustratori. Nel 1956 si aggrega a loro anche il giovanissimo john Alcorn, poi altri ancora, da Paul Davis a Barry Zaid, a formare un folto gruppo di circa venti associati.
Pur nella eterogeneità degli stili personali, un aspetto interessante di questo raggruppamento sta nel fatto che quasi operano al di là della pura illustrazione, facendo prevalere una grafica fortemente figurativa dal segno ironico e di orientamento espressionista.
Il Push Pin Studio ha costituito indubbiamente fin dagli inizi una scuola, un laboratorio di ricerche visive, un movimento del design grafico statunitense che ha perseguito la rivincita dell’ ‹‹ idea ›› contro ogni sterile formalismo, sia pure attraverso un processo progettuale eclettico che ha inteso recuperare valori iconici già appartenenti alla storia del linguaggio grafico.
Proprio attraverso il Push Pin Studio e la sua eccezionale quantità e qualità produttiva nei vari settori della grafica – da quella editoriale a quella promozionale, dai manifesti culturali alla ricerca personale – si è diffusa soprattutto negli Stati Uniti dalla metà degli anni Sessanta in poi la tendenza figurativa, che ha prevalso sempre più sulla grafica di scuola svizzero-germanica.
Trascinatore del gruppo e anche il maggiore artefice della nuova tendenza, ha diretto lo studio insieme a Seymour Chwast per circa vent’anni. Poi, nel 1974, ha fondato il Milton Glaser Inc. continuando a operare in tutte le categorie della progettazione grafica.
La sua attività spazia dai manifesti per l’editoria- dedicati soprattutto alla musica, alla cultura e allo spettacolo - alla creazione di oggetti, dall'architettura d'interni alle illustrazioni editoriali, dall'impostazione grafica di libri alle copertine di dischi, l’arte, le istituzioni, i prodotti e i servizi commerciali. Ha rinnovato il progetto grafico di numerose riviste, tra cui L'Espresso,Cur, New West, L'Europeo, Alma, The Washington PostParis Match, Fortune, The Nation, Jardin des Modes, Village Voice e Esquire , La Vanguardia.
E’ il progettista del famoso marchio I Love New York commissionatogli nel 1976.

Milton Glaser è un artista completo, nel senso rinascimentale del termine, eclettico fino al punto di essere antico e moderno al tempo stesso, capace di citare indifferentemente Piero della Francesca e Giorgio Morandi; un maestro di bottega che utilizza tutte le tecniche tramandategli dalla tradizione artiscica. Possiede una non comune abilità disegnativa e si può considerarlo uno degli ultimi grandi interpreti della manualità artigiana in campo grafico.
Il grande artista americano ha lavorato molto per il settore musicale.
Ricordiamo il ritratto di Bob Dylan con la bocca corrucciata, il naso a becco e la folta, disordinata capigliatura a ricci: ecco le caratteristiche inconfondibili del volto di un mostro sacro della musica a stelle e strisce. Glaser ne accentua la silhouette definendola in nero su fondo neutro e accende i capelli con volute di mille colori. L’opera è anche un’icona dello stile psichedelico, il movimento nato negli anni Sessanta nell’America dei figli dei fiori, caratterizzato da immagini coloratissime e dai contorni spesso deformati fino quasi all’astrazione.

Di particolare rilievo la sua produzione di copertine di dischi, come quelle realizzate per la piccola casa discografica Tomato Records di Kevin Eggars. Il sodalizio, durato circa trent'anni, ha toccato vari generi, dal blues al jazz, alla classica. Per la Tomato Records, oltre alle copertine Glaser ha progettato copertine di dischi , ha curato tutta la veste grafica a partire dal logo e dal materiale promozionale per la casa discografica Tomato Records di Kevin Eggars "mi piace fare progetti collegati alla musica ", egli dice. "Per prima cosa perché amo la musica e secondo perché essa tende ad ampliare l'immaginazione".

Nel 1995, la città dove vivo, Rimini, si è affidata a Glaser per uno svecchiamento della propria immagine.
Il designer pensa a un logo in cui la “M” è sostituita da un arco di trionfo, che allude tanto a quello di Augusto, quanto alla facciata del Tempio Malatestiano, simboli della città.

Lo stesso stile tipografico del logo viene ripreso per la scritta del poster, in cui la “M” è ancora una volta caratterizzante. Qui si spoglia però di ogni connotazione storico – artistica per immergersi nelle acque dell’Adriatico e diventare bagnante, a testimonianza della vocazione balneare della località. Il poster, di grande nitidezza e pulizia formale, è diviso in due netti campi cromatici, azzurro e giallo. Colori estivi, simbolo rispettivamente del mare e del sole. La palla colorata in alto a destra allude all’idea di sport all’aria aperta, giochi da spiaggia, divertimento vacanziero.
