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BONNARD PIERRE
(Fontenay-aux-Roses 1867 – Le Cannet 1947), pittore, incisore e
cartellonista francese.Affiancò agli studi di diritto, imposti dal padre,
i corsi d’arte presso l’accademia Julian di Parigi, dove
conobbe Paul Sérusier, Maurice Denis, Henri-Gabriel Ibels, Paul
Ranson, e all’Ecole des beaux-Arts, frequentata nello stesso tempo
da Ker Xavier Roussel e Edouard Vuillard, dei quali divenne amico. Con
questi giovani pittori fondò il gruppo dei nabis (in ebraico, "profeti"),
che aveva come riferimenti stilistici e poetici Gauguin e la scuola di
Pont-Aven, Sérusier e l'arte primitiva.
Nel 1889, anno in cui concorse invano per il Prix de Rome,
Bonnard vendette la sua prima opera, un manifesto per France-Champagne,
che gli valse l’amicizia di Toulouse-Lautrec e decise definitivamente
della sua vocazione artistica.
Affascinato dalle stampe giapponesi esposte all’Ecole
des beaux-arts nel 1890 (vedi Giapponismo), ne rimase fortemente influenzato:
modificò i tagli compositivi dei suoi quadri, ridusse il modellato,
sperimentò l’uso di colori piatti, stesi entro linee sinuose
e disposti in accostamenti insoliti (malva, verdi, ocra ravvivati con
giallo, arancio o rosso).
Quando espose al Salon des indépendants del 1891
(vedi Salon), Bonnard era già noto per il suo stile originale,
caratterizzato da una forte valenza decorativa (Donne in giardino, 1891,
Musée d'Orsay, Parigi); ugualmente apprezzati erano i suoi lavori
per allestimenti e scenografie teatrali, così come le sue copertine
per la “Revue Blanche”, le litografie e le illustrazioni
librarie (ad esempio per Parallèlement, volume in versi di Paul
Verlaine). Durante gli anni Novanta Bonnard si dedicò più alle
arti applicate che alla pittura da cavalletto.

All’inizio del Novecento l’artista avviò una
rimeditazione dell'impressionismo in chiave intimistica, sperimentando
una pennellata densa e sfaldata capace di riflettere efficacemente la
luce (L'indolente, 1899, Musée d'Orsay). Le sue opere si caricarono
di sovrasensi simbolici, spirituali e allegorici, sotto l’influenza
di Mallarmé e Debussy. Dipinse prevalentemente autoritratti, nudi,
nature morte, marine e interni domestici, costruiti sulla luce e sul
colore: Ragazza con cappello di paglia, 1903, Museo d’arte di Milwaukee;
Tovaglia a quadri, 1910-11, Collezione Hahnloser, Winterthur; La tavola,
1925, Tate Gallery, Londra; Colazione, 1927, Metropolitan Museum of Art,
New York.
La sua produzione divenne sempre più privata, intima;
i nudi sono quelli della sua compagna Marta (Nudo allo specchio, 1931,
Ca' Pesaro, Venezia; Nudo nella vasca da bagno, 1935, Petit Palais, Parigi).
In vecchiaia Bonnard si trasferì nel Midi a Cannet, di fronte
al mare; il suo cromatismo divenne ancora più brillante, le forme
ridotte a sfocati trapassi tonali.
"Bonnard, Pierre." Microsoft® Encarta® 2006
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